Day 5 | Gaza is Alive alla rampa di Gaza Freestyle Festival

Oggi è venerdì, giorno di festa qui a Gaza, come in tutti i paesi arabi, e nostro day-off!

Siamo scesi per le strade di Gaza city, guidati dalla rassicurante presenza di Meri Calvelli dell’ONG ACS. Siamo andati a trovarla al Centro di Cultura Italiana dedicato a Vittorio “Vik” Arrigoni,in memoria dell’attivista di ISM sacrificatosi per la popolazione Palestinese, ormai divenuto simbolo importante qui in terra Gazawa.

Dopo il pranzo di fronte a un suggestivo panorama dalla finestra della loro sede, ci siamo recati verso la spiaggia, armati di bombolette spray, palloni da calcio e tanta voglia di diffondere sorrisi, doni e carisma.

I giovani del luogo ci hanno accolti subito a braccia aperte, che sono state riempite con i nostri regali; i palloni di cuoio con i quali ci siamo subito cimentati in un esilarante partita di calcio subito ribattezzata “Napoli-Juve”. Come da pronostico, la vittoria del “Napoli” è stata schiacciante ed è stata festeggiata con il classico coro “Maradona é meglio e Pelé”.

Nel frattempo, il nostro writer Davide Smake di é messo subito all’opera su una parte di muro libera sotto allo skatepark costruito dall’ultima carovana di Gaza Freestyle Festival, skatepark che nel frattempo si era riempito di ragazzi con pattini e tavole, attirando e radunando l’attenzione anche dei passanti e creando l’atmosfera di una vera e propria Jam Hip Hop o di un block party, nella migliore delle tradizioni di questa cultura.

Ovviamente non poteva mancare il momento per lo skateboard, con i rider e i parkur del posto che sono tanti, abili e spensierati.


A fine opera di Smake, a sole quasi calato, ci siamo diretti verso il nostro bus, portando con noi una carovana di ragazzi e ragazze che non ce la facevano più a staccarsi da noi, ma dovevamo raggiungere B-boy Shark, che é rientrato ieri a Gaza, dalla Germania.

Shark è uno dei B-boy che, grazie all’impegno a alla passione, è riuscito a concretizzare l’obiettivo di uscire dalla Striscia, rompendo il suo personale assedio, che qui a Gaza dura ormai dal 2007. Giunti alla scuola di danza della CB Crew al campo profughi di Nusseirat abbiamo abbracciato il nostro amico ed suoi allievi, che ci hanno accolti come ormai è solito da queste parti: con gioia e calore.

Con piacere, ma anche con un po’ di amarezza abbiamo ascoltato il racconto del suo viaggio di rientro; un viaggio estremamente difficile, fatto di ore di fermo all’aeroporto dovute ovviamente alla sua nazionalità Palestinese.

Fortunatamente la sua energia e voglia di tornare vicino alle persone che credono e confidano in lui non gli ha strappato via il sorriso e la volontà di continuare quello che ha iniziato: prendersi cura della sua crew, dei suoi ragazzi e del sogno che ha costruito sin dal 2003.

La nostra giornata finisce con l’ormai ambientatissimo Oyoshe che viene spinto su un carrello dagli “scugnizzi” come in una tipica scena dei vicoli di Napoli. Ancora sorrisi e abbracci, poi si torna al nostro dormitorio, perché domani ci aspetta un’altra intensa giornata di laboratorio con i nostri bambini e l’obiettivo di lasciare questa indelebile impronta di Hip Hop come una tag col “nero inferno” in una “Yard” fatta di calma apparente…

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: